We are working on the new website
Please click here to visit the temporary site, thanks!

Stiamo lavorando al nuovo sito
Per favore clicca qui per visitare il sito temporaneo, grazie!

Seguimi su:

DAYS LIKE THIS

DAYS LIKE THIS

LINDA VALORI – “DAYS LIKE THIS”

By Ron Wynn

Linda Valori può cantare qualsiasi cosa con stile e grazia. E’ dotata di grande estensione, un suono splendido e una esecuzione impeccabile e fluida allo stesso tempo. Ha inoltre un’altra qualità speciale che non può essere appresa: una vera profonda sensibilità. Sebbene abbia cantato pop, lirica e jazz, i suoi veri amori di Linda Valori sono il blues e l’ R&B puro – non quello stile greve che oggi domina le Radio, ma il tesoro classico degli ultimi 70 anni che ha influenzato l’essenza di tutta la musica popolare. Un italiano potrebbe considerare strane queste preferenze musicali, ma Linda non vede nulla di strano in tutto questo. “Non sono stata io a scegliere di cantare il blues,” sostiene la Valori. “Il blues ha scelto me! E’ sempre stato così naturale. Ho provato tanti altri generi, ma il blues e l’ R&B sono sempre stati il mio primo amore; hanno sempre fatto parte di me”.

Aiuta il fatto che è cresciuta ascoltando questa musica sin da bambina. Infatti, le cassette blues erano i suoi regali preferiti di Natale, e meglio ancora quando un anno ricevette un regalo contenente i brani di una delle sue cantanti preferite, Etta James . “Ho ascoltato quel nastro così tanto che si è rotto,” Valori ricorda. “Questo è il motivo per cui della canzone ‘Something’s Got A Hold On Me’, sapevo solo la seconda parte.”

La Valori non ha avuto la possibilità di andarsene in giro per il South Side di Chicago o visitare i Delta honky-tonks per immergersi nel blues; non era possibile per una minorenne vocalist intrufolarsi di nascosto nei club e locali per vedere come i protagonisti delle canzoni di Bobby “Blue” Bland, Bessie Smith, Billie Holiday o Freddie King, solo alcuni dei suoi cantanti preferiti, trascorrevano il loro tempo libero. I suoi ricordi più belli sono le feste di paese in Italia dove ricorda la gente ballare con gioia mentre musicisti virtuosi si esibivano. Nella sua voce è possibile riconoscere quel senso celebrativo che da sempre gli artisti blues hanno espresso di fronte al proprio pubblico per mantenere l’atmosfera piena di vibrante energia positiva.

La padronanza blues di Linda Valori e l’adattamento delle tipiche pause che il genere richiede, le inflessioni enfatiche e l’acume narrativo sono stati perfezionati in modo non convenzionale così come è stato l’approccio alla chitarra elettrica di Muddy Waters o gli assoli vorticosi di armonica di Little Walter Jacobs.

Lo straordinario potere e le notevoli sfumature espressive che emergono durante le sue esibizioni, li ha sviluppati usando qualcosa di assolutamente non-musicale.

“Per molto tempo ho cantato senza microfono, semplicemente con l’aiuto della tromba delle scale di casa mia” continua Linda. “Aspettavo che tutti uscissero di casa per poter usare l’eco naturale dei muri per ascoltarmi meglio. Mi piaceva quel suono. Ho passato ore e ore sulla tromba di quelle scale. Sebbene giocassi con I ragazzini e le ragazzine della mia età, preferivo di gran lunga star da sola con la mia musica. Mi dicevo sempre “Linda, se dovessi avere dei problemi, sarai sempre capace di liberarti dal dolore buttandolo fuori dal tuo corpo cantando; potrai purificarti con l’aiuto della tua voce. Tutto deriva dalla mia esperienza personale.”

Questo è ciò che il blues ha da sempre documentato: le esperienze, l’angoscia e il dolore, ma anche l’astuzia, l’umorismo e la flessibilità di un popolo. Sebbene nato e immerso nell’esperienza Nera, il colore della pelle non è mai stata la prerogativa principale per cantare il genere blues – il blues è un’autentica espressione umana. Richiede l’abilità di comunicare con autorevolezza ed onestà. Linda possiede certamente tali doti che ha utilizzato esibendosi per ben quattro volte dinanzi a due Papi diversi (Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI). Per Linda non ci sono dubbi sul fatto che, qualunque cosa canti, è in grado di raggiungere e trovare il blues che esiste, senza preoccuparsi né del luogo, né del pubblico per cui si esibisce.

“Cantare blues non ha nulla a che vedere con la tecnica vocale, riguarda l’anima e I sentimenti” sostiene Linda Valori. “E per questo non esiste nessuna tecnica. Per me si tratta di raccontare una storia. Sei tu a decidere di narrarla, che sia vera o fittizia, per cui non ti preoccupi più di tanto di come la racconti, ma soprattutto quali sono I tuoi sentimenti e le tue sensazioni a riguardo. Questo è il mio tipo di approccio. Questa musica ha sempre fatto parte di me, di chi sono . Non so come sia successo, ma è successo . In qualche modo o da qualche parte lungo la strada, questi suoni e queste sensazioni hanno forgiato il mio DNA. Può suonare strano, ma so di essere nata per cantare questo genere musicale.”

Sebbene Linda non consideri di essere stata influenzata fortemente solo da un singolo cantante, il suo amore per il blues non le impedisce di apprezzare altri generi. Tina Turner, Chaka Khan, Sister Rosetta Tharpe, Michael Jackson e Sting vengono citati quando la Valori parla dei numerosi cantanti che le piace ascoltare o che in qualche modo hanno avuto un impatto sul suo stile. “Ascolto molti cantanti Jazz Afro-Americani” aggiunge Linda Valori. “Ascolto un po’ tutti, ma non mi limito ad ascoltare i cantanti, mi godo tutto. Ascolto tutti I musicisti che hanno creato le grandi tradizioni musicali. È grazie a loro che sono qui ora.”

Data la sua formazione e le sue passioni musicali, non ci sono dubbi sul fatto che il disco del suo debutto americano “Days like this” sarà un evento. È stato un progetto per il quale, la LEART’ Srl – sua società di produzione – consapevole che tale lavoro richiedesse un direttore artistico di qualità, insieme al contributo di grandi musicisti, ha fatto si che Linda Valori fosse messa in grado di approdare a nuovi orizzonti. Larry Skoller ha ricevuto molti e notevoli riconoscimenti come produttore. È un veterano della musica con 25 anni di esperienza, che ha prodotto e lavorato non solo in America, ma anche in Europa ed Africa. Skoller si è guadagnato le nominations ai Grammy e al Blues Music Awards per le sue celebri antologie “Chicago Blues: A Living History” e “Chicago Blues: A Living History: The Revolution Continues.” Considera Linda Valori “ un talento unico”, ed enfatizza la sua affinità stilistica con il blues, ritenendola capace di far svanire qualsiasi ombra .

Avendo deciso naturalmente di registrare questo album a Chicago, Skoller si è avvalso della collaborazione di un gruppo di musicisti di primo livello. La band include il chitarrista Keith Henderson, il pianista Tim Gant, il bassista Billy Dickens e il batterista Khari Parker. Tali musicisti vantano collaborazioni artistiche che vanno da Aretha Franklin e Stevie Wonder , fino a Beyoncé e Raphael Saadiq. Seppur ben formati nel contesto urbano del 21° secolo, sono stati capaci di tirar fuori l’essenza delle radici viscerali del blues senza limitarsi a sfoggiare la propria competenza e conformarsi agli stilemi attuali. “Oh mio Dio, questi ragazzi sono incredibili”, dice Linda piena di entusiasmo. “Non avrei potuto chiedere di più. Il mio produttore ha messo in piedi un vero gruppo da sogno per me. Alcuni di questi musicisti hanno già lavorato insieme per altri progetti, ma questa è la prima volta che l’intero gruppo è stato riunito per suonare insieme in uno studio di registrazione. Il tutto ha preso forma: è stato tutto naturale e vivo. E il fatto di avere dei musicisti che hanno già collaborato con una straordinaria lista di artisti, è un grande onore.”

I 12 brani di “Days like This” abbracciano la gamma di influenze blues/soul/r&b di Linda Valori mentre si immerge in nuovi e freschi sprazzi blues Chicago-style , l’ R&B vecchio stampo, così come versioni inventive ed efficaci di materiale contemporaneo basato sul R&B. Ci sono canzoni di Janis Joplin (“Move Over”) e Van Morrison (la splendida apertura “Days like This”) così come di Ike Turner (“The Way You Love Me”). Ci sono numeri in cui l’incalzante spirito soul viene alimentato da una sezione fiati che comprende Marqueal Jordan (sax tenore) e Doug Corcoran (sax baritono, tromba). La tagliente armonica di Vincent Bucher fa volare in alto i pezzi più prettamente blues, mentre coristi come Mike Avery e Stevie Robinson aggiungono un’ampia bellezza e mordacità alle loro armonie.

Skoller collega questi ingredienti musicali in un insieme unico e compatto, lasciando ampio spazio per l’elaborazione dei testi e la messa a punto. Gli arrangiamenti sono ordinati e incisivi, gli assoli ben disciplinati, ma allo stesso tempo memorabili , dagli esperti tocchi di chitarra di Luca Giordano in “So Doggone Good” all’altrettanto gustoso e pungente supporto di Mike Wheeler in “I Idolize You” e “I Smell Trouble”, uno dei numerosi pezzi di risalto.

Eppure, nulla di tutto questo avrebbe avuto valore se Linda Valori non avesse fornito quella necessaria potenza vocale. Lei c’è riuscita. La sua vocalità passa da toni appassionati ed animati, a quelli più ironici, incalzanti o introspettivi; addirittura riesce di tanto in tanto a slittare verso una modalità più lenta, che risente delle flessioni reggae. Non ci sono dubbi sul fatto che abbia ascoltato la trionfante versione di Bobby “Blue” Bland di “I Smell Trouble” e in questa lei ne accelera il furore vocale. Mentre I fraseggi di Wheeler scalpitano nello sfondo, la voce di Linda Valori emerge in modo magistrale ed espressivo, facendo sì che il tono del messaggio di un imminente disastro risuoni durante tutta la performance.

Senza dubbio I fan di Joplin riconosceranno il merito a Linda Valori per la sua versione di “Move Over” e, sia essa sensuale (“Your Love Is So Doggone Good”), desiderosa di superare l’angoscia (“Pain”) o dispensatrice di saggezza romantica (“After Laughter”, “Don’t Get Me Wrong”), la voce della Valori possiede quella passione e convinzione necessarie a puntualizzare e riaffermare qualsiasi emozione. Allo stesso modo è sincera ed esplosiva nel duetto con Mike Avery sul finale, “If I Can’t Have You”, che percorre quella sottile linea tra la tragedia epica e il pathos profondo che sono alla base di molti classici blues. Questa versione non affonda nella pietà, ma documenta un profondo desiderio di amore e felicità, l’equivalente blues della ricerca della salvezza tipica del Gospel.

Linda Valori è nota e rispettata in Europa; ora è pronta a conquistare gli ascoltatori americani. “Sono proprio contenta di pubblicare questo album proprio ora, “ afferma la Valori. “Ho investito molte energie su di esso, e altrettanto ha fatto il mio team. Credo fortemente in questo nuovo album e spero che la gente negli Stati Uniti apprezzi quello che faccio. Non vedo l’ora di mettermi in cammino e cantare per il pubblico americano per promuovere questo disco, e soprattutto di relazionarmi con gli Stati Uniti come artista, visto che è da molto tempo che sogno di condividere la mia musica con l’America.”

Chiunque ami la musica e il blues in particolare sentirà come Linda Valori canta con energia e vera passione. Non imita nessuno – per lei le canzoni blues e R&B sono parte integrante della sua vita proprio come lo sono per gli artisti blues americani.

Linda Valori è una realtà vera.

photo by Larry Kazal

Copyright © 2012 Leart' srl
P.IVA: IT01688760444